RADIANTE: PREGI E DIFETTI

Spesso siamo abituati ad associare l’impianto radiante al classico impianto a pavimento. Dobbiamo sapere però che l’impianto radiante può essere realizzato in modi diversi. In particolare si possono realizzare impianti a soffitto, come il sistema BLife di Loex. Scopriamone insieme tutti i dettagli. Se vi è piaciuto questo video vi invito a scriverci senza alcun impegno per chiedere eventuali aggiornamenti in merito all’argomento che vi ho appena presentato.

SCAMBIATORI DI CALORE

Vi siete mai chiesti cosa succede all’interno di uno scambiatore di calore a un impianto moderno dove abbiamo dei circolatori dove pompa a portata variabile? Lo sapete che un impianto di riscaldamento o affrescamento rimane a una potenza minore o uguale del 50% x l’80% del suo tempo utile? Ecco perché è importante sapere che cosa succede in un regime di portata variabile all’interno di uno scambiatore. La velocità si riduce. Si riduce l’efficenza di scambio termico. Le piastre vengono irovate, non in maniera omogenea, e questo fa sì che si crea un maggior sporcamento.

È da qui che nasce il brevetto della serie T, i brevetti della serie T di Alfa Laval. I brevetti sono l’Omega Fort, il Co-Flow e la capacità di accoppiare le piastre in maniera asimmetrica. In un impianto moderno, quindi voi avete bisogno di uno scambiatore che abbia all’infuori delle pompe e delle piastre che non siano circolari ma abbiano una forma adiomeca, che il canale del flusso del liquido del fluido sia un canale puro e non regolare, e che le piastre si possano accoppiare in maniera asimmetrica soprattutto nel momento in cui abbiamo un profilo termico tra primario e secondario molto differente. Potete continuare a pensare allo scambiatore come a un parallelepipedo di ferro, potete pensare allo scambiatore come un componente particolarmente fantascientifico oppure potete rivolgervi a uno specialista che possa darvi l’approccio giusto e corretto nel dimensionare uno scambiatore nel modo giusto rispetto a quello che è l’impiantistica odierna a portata variabile.
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CALDAIA – EMISSIONI DI POLVERI NOCIVE

Oggi parlare di “rendimento di un generatore di calore” non è più sufficiente; le polveri sottili sono un problema assolutamente attuale, legato principalmente alla combustione. Per poter avere una combustione “pulita”, anche per quanto riguarda le caldaie a biomassa, sono fondamentali alcuni aspetti tecnici.
La prima domanda che dobbiamo porci è: “Ma una caldaia a biomassa legnosa davvero inquina?”. In realtà, se la caldaia brucia correttamente il combustibile, ha un impatto bassissimo a livello ambientale. Affinché ciò ci verifichi, ovviamente dobbiamo partire da un combustile (legna in ciocchi, pellet o cippato) di buona qualità e, soprattutto, con un ridotto contenuto di acqua.

Anche la caldaia deve avere determinate caratteristiche tecniche, sia per quanto riguarda la camera di combustione che i controlli elettronici. I generatori del nostro partner Eta Italia S.r.l., per esempio, sono progettati per garantire una combustione pulita, con bassissimo impatto ambientale. Tutte le tipologie di caldaie trattate (a legna, a pelle e a cippato) dispongono della sonda lambda, che ha l’importante compito di controllare l’ossigeno residuo presente nei fumi e, di conseguenza, modulare l’ingresso dell’aria primaria e secondaria per poter sempre garantire una combustione pulita ad elevato rendimento e basse emissioni.
Inoltre, sulla gamma di caldaie automatiche (pelle e cippato), abbiamo la possibilità di fornire delle macchine ad emissione di polveri zero, dotate di filtro anti-particolato interno autopulente, che blocca le poche polveri ancora presenti, prima che queste vengano disperse nell’ambiente.
Se ti interessa approfondire l’argomento o hai domande, sentiti libero di scriverci, senza alcun impegno, saremo felici di condividere con te la nostra esperienza!

BILANCIAMENTO IDRONICO

Nei circuiti idronici, l’obiettivo è quello di raggiungere l’efficienza energetica, ma anche evitare problematiche del tipo: “da quando abbiamo messo queste valvole termostatiche o valvole di altro genere abbiamo solo problemi e non abbiamo più il calore di prima”.
Alle nostre latitudini, un impianto di riscaldamento o di raffrescamento mantiene una potenza minore o uguale al 50% rispetto a quella calcolata in progetto, per un tempo maggiore o uguale del 70-80%. Questo significa che un circolatore o una pompa a portata variabile, visto l’inserimento di valvole a due vie, modificherà la quantità di acqua che porta all’interno dell’impianto, modificandone la prevalenza (quindi, dà più o meno acqua ad una prevalenza più o meno grande). Tuttavia, l’acqua continua ad andare sempre dove incontra meno resistenza. Un impianto deve, quindi, essere in grado di portare l’acqua a tutti i terminali, nella maniera e nella quantità corrette, nel momento in cui ce n’è davvero bisogno.

Questo significa che avete bisogno di bilanciare idronicamente in modo corretto l’impianto. Acquatec, grazie alla partnership con la società IMI Hydronic Engineering, è in grado di offrirvi una gamma di soluzioni e di approcci corretti. Perché non è difficile approcciare al mondo del bilanciamento.
Se lavoriamo lontano dai terminali di riscaldamento/raffrescamento e ne approntiamo più di uno, dovremo cercare di lavorare sul Delta P; nel momento in cui, invece, operiamo sui terminali, dovremo lavorare in termini di portata. Per farlo, ci sono diverse soluzioni che possono fare al caso nostro!
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BONUS 110%

Super bonus, eco-bonus ed incentivi, parole che sicuramente avrai sentito nominare in più di un’occasione nell’ultimo periodo. Sono all’ordine del giorno, infatti, tutti quei sistemi e quelle soluzioni che permettono, durante una riqualificazione energetica e, più in generale, durante la riqualificazione di un edificio, di poter aderire a degli incentivi statali. L’obiettivo è quello di migliorarne i consumi energetici.
Con De Dietrich, il nostro partner nell’ambito delle caldaie e delle pompe di calore, abbiamo una serie di soluzioni e di ibridi factory-made con una gamma molto importante. Questi ultimi costituiscono una soluzione su cui si può essere d’accordo, che può essere effettivamente soddisfacente in tante situazioni, ognuna delle quali deve essere presa in considerazione in modo differente. Certo è che l’ibrido è un sistema che permette di raggiungere la maggior efficienza con il connubio di pompe di calore e caldaie.

Fondamentale è capire quali sono le soluzioni all’interno delle quali il sistema ibrido va ad interfacciassi: ci sono soluzioni in cui i terminali sono tutti ad alta temperatura (come, ad es., i termosifoni) e soluzioni con terminali a media temperatura. E’ anche vero, però, che all’interno di soluzioni impiantistiche in cui i terminali sono dei radiatori ad alta temperatura non è detto che la pompa di calore o la centrale termica debba sempre viaggiare a massimo regime in termini di produzione di temperatura.
L’aspetto più importante per noi e per il nostro partner De Dietrich è quello non solo di offrirti un’ampia gamma di soluzioni che possa soddisfare al meglio le tue specifiche esigenze, ma è anche quello di poter avere un’armonia di sistema, con un’unica logica pensante che possa mettere insieme le due soluzioni (pompa di calore e caldaia), in modo tale da rendere i due “cuori energetici” della centrale termica il più efficienti possibile e funzionanti nel modo più logico possibile.
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CIRCOLATORI A PORTATA VARIABILE

Ti sei mai trovato di fronte ad un circolatore o ad una pompa a velocità variabile e non sapere come doverla tarare? Immagino di sì!
Nel mondo di Grundfos, per esempio, con i circolatori Magna3, abbiamo innumerevoli opportunità di taratura e di settaggio. Ma qual è quella più corretta?
La prima modalità con cui parte il circolatore nel momento in cui lo accendete è quella automatica, in cui di fatto la pompa attraverso un logaritmo interno va a calcolare quello che è il punto di lavoro a maggiore efficienza (quindi, con minor consumo energetico), andando a discapito di portata e prevalenza. E’ una modalità che funziona molto bene in un impianto piccolo, residenziale, in cui però abbiamo la distribuzione idronica molto semplice e uniforme.
Attraverso i sensori delta P, che sono montanti a bordo della pompa, la pompa poi può essere configurata in diverse modalità:

  • Quella del Delta P costante, modalità in cui la pompa fornisce sempre di fatto lo stesso delta P al variare della portata;
  • Delta P proporzionale, con cui al ridursi della portata, la prevalenza si riduce. Una modalità, quindi, che rispetta un pochino di più quello che succede all’interno dell’impianto;

Esistono poi tantissime altre possibilità di taratura: la funzione del Flow Limit; la funzione del Flow Adapt; la possibilità di far lavorare la pompa in temperatura costante o su un Delta P costante… tutto dipende sempre da dove si va a posizionare la pompa; la pompa spinge acqua all’interno di un impianto, che è configurato in modo diverso e può avere diverse sfaccettature.
Qual è, quindi, la soluzione giusta?
Chiedicelo e continua a seguirci per non perderti i nostri contenuti!

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